io quando avevo vent’anni avevo sonno.


i scream, you scream, we all scream for ice cream

In settimana mi sono immerso in una breve-media-lunga-vasta visione di film per combattere la noia. Dunque. Mi son visto:

Sicko di Michael Moore (2007)

Documentario che analizza e critica duramente il Sistema di assistenza sanitaria americano, ritenuto il ventottesimo al mondo, in una lista che lo vede subito dietro la Slovenia.

Interessanti testimonianze raccolte. Come quella della dottoressa Peeno che ha svelato e confermato la lucrosità e l’inumanità delle compagnie assicurative sanitarie. Oppure. Volontari che si sono prestati in aiuto l’11 settembre e che si sono visti negare le cure (garantite) dal governo americano. Ma anche altro…

Tutto per mettere ancora in bella mostra il paese che si autocandida il più “simpatico” e “genuino” del mondo. Magari può consolare chi dice che “in italia si sta male”…


La Polizia è Sconfitta di Domenico Paolella (1976)

Ambientato in una Bologna dove la polizia rimedia una serie di grosse figuracce, il commissario “all’americana” Grifi decide di formare una supersquadra di sbirri, rafforzandola e imbastardendola quanto gli uomini della malavita.

Al termine del film verrà da chiedersi: “Perchè la Polizia è Sconfitta?”. La risposta la si può trovare nella scena dell’ultimo pestaggio dove i cittadini di Bologna si fanno “giustizia da soli”.






La Decima VittimaLa Decima Vittima di Elio Petri (1965)

In un ipotetico futuro le guerre sono state sostituite dalla grande caccia, una sorta di sfida regolarizzata tra un cacciatore e la sua vittima, estratti a sorte tra i regolari iscritti a questo club internazionale, in cui è possibile eliminare l’avversario per dar sfogo ai propri istinti aggressivi. Chi rimane superstite a dieci cacce avrà diritto a onorate glorie e premi sostanziosi.

Protagonisti di questo film due splendidi Marcello Mastroianni e Ursula Andress, rispettivamente vittima e cacciatrice, entrambi superstiti di 9 cacce.







Daunbailò di Jim Jarmusch (1986)

Interpretato da Tom Waits, John Lurie e Roberto Benigni.

Un Dj che ha perso il lavoro, un magnaccia e un turista italiano decisamente fuori si ritrovano compagni in carcere. I primi due dentro dopo essere stati incastrati, l’ultimo per aver ucciso casualmente un uomo. Ne nascerà un’improbabile amicizia e un piano per scappare.

Una storia molto breve, che si caratterizza più per il carattere dei personaggi che dalla storia in se.


Vi lascio due estratti:

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(s)biondo tutto

In questi giorni ho ascoltato poca roba nuova e poco interessante…e tutto ciò che è uscito fuori dalle casse di pc e stereo è uscito fuori per inerzia. Per poco però mi meravigliavo del disco della Scarlett Johansson, ma mi sono ricreduto dopo un paio di ascolti.
Si, si…mi stavo sicuramente bevendo il cervello. Diciamo comunque “brava” alla Scarlett per aver omaggiato Tom Waits e non aver tirato fuori il solito “disco glitterato dell’attrice che un giorno per divertirsi si mette a fare la cantante”.

Myspace di ScarJo

inoltre.poi.inoltre.poi.

non è in linea con l’argomento, ma Margherita Vargiu, una mia amica, partecipa a un concorso con questa foto:

Bionda Sardegna, di Margherita Vargiu

se la foto vi piace e volete darLe una mano a vincere, e sperare anche che magari ve la dia (possibilità non lontana se siete dei bei gentleman – ho detto gentleman, non gent’e merd’), votatela QUA.

p.s. Margherita è la fotografa. NON IL SOGGETTO della foto.
p.p.s. Margherita potrebbe non essere attraente come voi vi aspettate.
p.p.p.s Margherità non è un nome fittizio ispirato a un fiore o una pizza. Margherita ESISTE.



pleiboi pleiboi pleiboi PLEIBOOOOI
maggio 27, 2008, 10:10 pm
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Lo Zio di Brooklyn è un film che non ho ancora visto. Ma dopo aver sentito questo “pezzo” e aver visto questo video è sorta in me la curiosità e voglia di dedicargli due orette per guardarmelo.

A detta di un mio amico, Angelo, un film su Palermo con personaggi BRUTTI e HANDICAPPATI (parole sue – tsk).
Un film da procurarsi insieme a Totò che visse due volte, diretti entrambi dalla coppia Ciprì/Maresco.

in quanto al pezzo, questo lo trovate all’interno del singolo in allegato al nuovo DVD dei Marta sui Tubi “NUDI E CRUDI” uscito di recente. Nel brano, ispirato alla scena del film sopra citato, è presente anche la collaborazione di Max Collini, voce negli Offlaga Disco Pax.

Marta sui Tubi feat. Max Collini – Pleiboi



Nervusu Brecchidaun

Venerdì metto dischi al Bodie Art di via San Giovanni 254 a Cagliari.
Le ultime due serate al Covo sono state quasi un flop, non tanto per la musica che fortunatamente è stata ben apprezzata, ma per lo scarso livello di gente presente…e vabbe’, capita…

ps. il titolo della serata non si ispira a un titolo di una canzone dei Black Flag (che comunque e probabilmente verrà messa nel corso della serata) ma ad un famoso pezzo di Eddie Cochran.

Black Flag – Nervous Breakdown
Eddie Cochran Nervous Breakdown



rifaremo le tette ai nostri incidenti stradali

Gli automobilisti di Napoli da qualche giorno hanno la scusa bella e buona per distrarsi al volante.
Vi parlo della trovata pubblicitaria di una compagnia di trasporti… GENIALE per dire quanti occhi riesce a “strappare” dalla strada. E poi ci si lamenta se il numero di incidenti aumenta…ma guarda…!



Kelley Stoltz – Circular Sounds (2008)
maggio 15, 2008, 11:11 am
Filed under: musica | Tag: , , , ,

Siamo sempre su quell’argomento. Non si sta più inventando niente.

OK. Ma cavolo, gente come Kelley Stoltz mica la possiamo cacciare via a pedate, compone bellissime cose, degne di ridare lustro a quel suono pop-rock melodico di fine sixties. Tantissimi i riferimenti musicali…dai Kinks di fine anni ’60 al Brian Eno di Taking Tiger Mountain, e dai, ficchiamocelo perchè a voi piace avere tanti riferimenti, pure Leonard Cohen.

E che mi frega se qualcuno ha detto più di lui. Io negli anni ’60 e ’70 non c’ero. Un ripasso me lo posso far dare anche da Kelley. “Circular Sounds” è uscito di recente per SUB POP. Ora resta a voi procurarvelo.

Kelley Stoltz – The Birmingham Eccentric
Kelley Stoltz – Your Averie

Sito Ufficiale
Myspace



The Mojomatics – Don’t Pretend That You Know Me (2008)

Nuova recensione su alternatizine.com. Dategli un’occhiata, magari più lì che qui… 😀
Qui riporto solo per doveri personali (come ad esempio far sembrare bello e aggionato il blog 😛 )

Giungono alla terza fatica i veneti Mojomatics, duo composto di chitarra e batteria in piedi sulla scena garage-rock europea già da 5 anni. Incidono questa volta per Ghost Records, etichetta di Varese che in passato ha prodotto gruppi del calibro di One Dimensional Man e Ronin e che ora punta proprio su di loro per varcare lo stivale italico e lasciare il segno anche in Europa, o se possibile anche oltre.

Il duo, formato dal combo MojoMatt/DaveMatic sa veramente cosa ci vuole per preparare un genuino e divertente rock’n’roll senza fronzoli.
Ed è subito impatto: tiratissima l’iniziale “Wait a While”, pare di sentire un Dylan che prende chitarra, ci butta due accordi e indiavolato ci da dentro come non mai.
Non passano manco due minuti che ci si ritrova dentro al twist di “Miss Me when i’m Gone”, ritmo pulsante e una vibrante armonica a farla da padrone.

“Clean My Sins”,”Askin’ for a better circumstance”,”You Are Not Me (Fortunately)” crescono, irregolarmente, tra continue frenate e ripetute accelerazioni.
Ad ascoltare “Complicate My Life” a tratti ci si ripropone sempre le stupide domande, ma dai suonano veramente solo in due? Si cerca di capire se c’è la presenza di un terzo elemento. Si, c’è, ma non è come voi vorreste che si presentasse. Una sorta di sinergia insomma, un valore in più che nasce dall’affiatamento tra i due e che si insedia come presenza determinante nella riuscita dei loro pezzi.

“Stars Above” rimpasta i miti country-folk americani, Johnny Cash e il già prima citato Bob Dylan, che se prima l’abbiamo voluto immaginare in una (inusuale) veste che è proprio il contrario dell’aggettivo pacato, qui invece lo riproponiamo nelle sue più abituali vesti.

Ulteriore scossa quella di “She Loves”. Per chi invece conosce “Why Don’t You Leave Me”, brano apripista del disco del 2006, sembra quasi venga riadattata e arrangiata a ritmi più blandi in “Losin’ Time”. Arriviamo a “Down My Spine”, che è anche il pezzo uscito su 45 giri, che ha anticipato di qualche mese l’uscita dell’album, e alle conclusive “Hole in My Heart” e “Winter Got No Eyes”.

Mojomatics Live @ Titty Twister, foto di captain_bls

Dodici pezzi che filano dritti in poco più di mezzora. Non aggiungono niente al rock’n’roll, ma vi regaleranno un breve e consistente ripasso, aggiungendoci freschezza e un guadagnato divertimento.

I Mojomatics si dipingono in modo (scherzosamente) arrogante, il titolo stesso dell’album avverte l’ascoltatore che già li ha ascoltati in precedenza a “non pretendere di conoscerli” così a fondo. E se di “fondo” si discute, un fondo di verità c’è: il disco suona più pulito e meno grezzo dei precedenti due. Un mutamento che li ha trasformati in una band impegnata a ricercare la semplicità, connubio di immediatezza. Probabilmente questo disco chiuderà la trilogia di band formata da soli due membri, iniziata con “A Sweet Mama Gonna Hoodoo Me”(2004), proseguita con “Songs For Faraway Lovers”(2006), fino all’ultimo lavoro di cui sopra vi ho parlato. Presto, già dalla prossima tournee, si potrebbe e dovrebbe unire a loro un terzo membro, quasi sicuramente un bassista.

The Mojomatics – Miss me When I’m Gone